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La comunicazione umana

Angela Amato, founder di Spazio/parola, intervistata da Mara Pavan su Treviso città & storie di settembre/ottobre annuncia un nuovo segmento all’interno dell’agenzia di comunicazione.

Un bellissimo articolo dedicato ad Angela Amato, che guida l’agenzia di comunicazione Spazio/parola è stato pubblicato sulle pagine di Treviso città & storie di settembre/ottobre a firma Mara Pavan.

In una lunga intervista Angela Amato indica come ha fondato una personale e duratura modalità di affiliazione del cliente.

Penso – si legge nell’intervista – che un’azienda e il suo personale siano espressione spirituale della proprietà titolare”. Questa inedita visione ha stabilito solide basi per rapporti longevi con le dirigenze. Angela Amato ha una lente attenta per osservare l’imprenditoria nazionale e sa diversificare l’approccio fino a diventare una consulente oltre i generis capace di produrre una fedeltà reciproca. Ciò produce una deduzione cardinale per quanto semplice: “mi sono accorta ancora che il prodotto o l’idea per quanto innovativa e unica, rimane tale per poco tempo. La crescita operose di un’impresa è tutta da cercare sul piano sottile”.

Questa filosofia ha prodotto la realizzazione del progetto denominato Comunicazione aziendale umana, ovvero l’altra faccia della comunicazione rivolta a tutte queste aziende, brand e realtà nel prodotto o servizio favorendo tutto ciò che sta dietro alla sua realizzazione. Questo spazio alla storia delle persone, alla storia dei materiali, ma anche degli “eureka” notturni e sincronici accadimenti. Storie di ricerca, di impegno e di connessioni. Quanto un’intuizione può trasformarsi in fortuna o al suo opposto, fallimento? Quale è il tragitto che ha portato una certa azione a diventare realtà imprenditoriale?

Quale è il loro contributo “all’ecosistema impresa” che viene abitato e condiviso in ultimissimo passaggio con i consumatori finali?

“Serve, caro imprenditore, comunicare che il tuo prodotto non evolve se non evolvono i tuoi uomini.

Non solo pannelli solari o risparmio energetico, non solo componenti ma sostegno umano erto a valore da comunicare prima dal prodotto stesso.

Ė finito, per me, il momento dei·ragionieri aziendali: a dirigere le aziende ci sono oggi sempre di più filosofi e persone provenienti da una formazione umanistica.

La formazione stereotipata dai corsi di vendita alle tematiche strategiche affrontate negli atenei o nei master insegnano quello che io chiamo “il rapporto 2 a 1”, due contenuti professionali attinenti al mestiere e uno personale/affettivo. Mi domando se sia un bene insegnare/educare all’umanità se non ne siamo naturalmente dotati.”

C’è da recuperare la spontaneità dell’evidente, la semplicità di ciò che è sotto i nostri occhi, consapevoli che l’indottrinamento ha invitato dolcemente a “non dire” di certe questioni personali, il racconto, quello che oggi si chiama storytelling è diventato un’arte della guerra declinata alla promozione. Per andare avanti c’è da tornare indietro perseguendo un’ignoranza verso la strategia, cogliendo magari un semplice sentito di quanto, dietro ad un determinato passaggio produttivo, possa celarsi lì, nello sguardo di chi sta facendo.

Comunicazione umana: come si realizza

C’è da lanciare comunicati stampa musicali, scrivere company profile che raccolgano memorie lontane, c’è da proporre un nuovo taglio.

Apri una nuova filiale? Veniamo nella tua azienda madre a fotografare con Nikon e Bic i passaggi della tua evoluzione, dettagliati senza l’ambizione di dire tutto in un solo invio. Puntando a dire ciò di cui facciamo esperienza diretta. Perché vogliamo valorizzare il territorio, non solo a parole.

Festeggi cinquant’anni di attività? Lanci un nuovo brand? Ci racconterai l’ambizione interiore, quello che ti ha fatto concepire l’idea. Andremo alla fonte della tua creatività per comunicare un successo, ma anche una dedizione, un’umana difficoltà, una storia biografica in una miniatura di valore.

La tua storia di imprenditore raccontata attraverso le tue persone, mentre sono intente a raccontare l’oggetto che fanno, prima per te e poi per il mercato a cui sono destinate. Cosa realmente immettono in circolazione? Quale energia infondono nell’attivare, controllare, segnare, pulire un qualsiasi elemento? Ė davvero entusiasmante pensare di entrare in azienda e costruire una storia incredibile con il sentito, attraverso i sensi concretamente schierati. Sarai certo che quel vaso, quel pannello, quella porta o finestra non sarà mai più un oggetto qualsiasi.

Il mondo della pubblicità da anno promuove la tecnologia che ha il monopolio mediatico umanizzando, usando il principio relazionale ma, guarda caso, sceglie di non stare sulla realtà delle persone che realizzano ogni singolo pezzo di quell’oggetto accattivante. E sapete perché? Perché dirlo spesso è sconveniente. Qui in Italia abbiamo un’opportunità imperdibile. Il tessuto è fatto di piccolo e medie imprese, qui, ancora, il tema generazionale è portante, qui nel nostro territorio si può toccare con mano e andare a vedere.”

Da settembre 2023 si inaugura un nuovo segmento aziendale per l’agenzia Spazio/Parola, che porta l’approccio umano a nuovo modo di comunicare dando spazio a passaggi invisibili, facendosi conoscere su larga scala favorendo l’avvicinamento di ciò che appare lontano.

“Serve sentire gli hertz che percorrono ogni scelta, – scrive Mara Pavan – sostenendo le scelte da uno spazio di valore orizzontale, come accade in una famiglia. E, credeteci, avere 1 o 10 o 100 dipendenti non fa differenza nella comunicazione. La differenza la fa il grado di nucleo, di essenza che si è in grado di liberare facendosi “toccare” dal sentire.

Ci piace vedere Angela, agire l’azienda, entra stabilendo contatti precisi attraverso la sua presenza e il suo unico cellulare, lo stesso da vent’anni che usa per clienti, amici e familiari.

La penna traduttrice sarà quella capace di connettere tutti I ricordi a cui non avete più pensato o a cui non avete più dato importanza per potenziare la meraviglia delle prove attraversate per arrivare a quel vostro risultato, affinché la vostra arte, la vostra impresa apra il suo raggio d’azione, non solo geografico e numerico ma anche umano.”

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