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Uniform per la nuova Scuola dell’infanzia a Rezzato

Sicura, accogliente, stimolante è la scuola dell’infanzia “Don Minzoni” di Rezzato, in provincia di Brescia realizzata da Euro Project Engineering Consulting Srl con sistemi uni_therm di Uniform

Un’architettura composta da volumi compatti e regolari, articolati in una dinamica alternanza di pieni e vuoti e caratterizzati da coperture inclinate a bassa pendenza, definisce la scuola dell’infanzia “Don Minzoni” di Rezzato, in provincia di Brescia, distinguendosi per un linguaggio semplice e contemporaneo, in cui la composizione modulare dei volumi restituisce un insieme riconoscibile, equilibrato e attento alla qualità degli spazi.

Sostenibile, tecnologicamente avanzata e capace di tradurre i principi pedagogici in scelte spaziali concrete grazie a un progetto partito con le idee molto chiare sin dall’inizio, come ci racconta Euro Project Engineering Consulting Srl che ha seguito tutte le fasi progettuali e realizzative guidando il processo con un approccio integrato, misurabile e trasparente “L’intervento realizzato dal Comune di Rezzato nell’ambito dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha rappresentato l’occasione per sostituire un edificio non più rispondente agli attuali requisiti prestazionali con una nuova struttura scolastica capace di coniugare qualità architettonica, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica. L’obiettivo progettuale non era limitato alla realizzazione di un nuovo organismo edilizio, ma comprendeva la definizione di un’architettura capace di instaurare un rapporto equilibrato con il contesto urbano, valorizzando il ruolo pubblico della scuola quale luogo di aggregazione e riferimento per l’intera comunità. Tale impostazione ha richiesto una lettura attenta delle caratteristiche dell’area di intervento, affinché le scelte progettuali potessero integrarsi in modo coerente con il tessuto urbano esistente e con le esigenze funzionali proprie di un edificio scolastico contemporaneo. L’area di intervento presentava infatti condizioni che hanno richiesto un’attenta pianificazione fin dalle prime fasi progettuali. La definizione del nuovo assetto planivolumetrico ha dovuto confrontarsi con la necessità di mantenere un corretto equilibrio tra superficie edificata, spazi aperti e relazioni con il contesto circostante, individuando una configurazione capace di assicurare qualità architettonica, funzionalità e adeguati livelli di comfort ambientale”.

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La Scuola Don Minzoni a Rezzato: un edificio nZEB con sistemi Uniform

Dal punto di vista della relazione con il contesto e della distribuzione planimetrica “L’organismo scolastico è arretrato rispetto ai margini del lotto, consentendo la definizione di una fascia di mediazione costituita da sistemazioni a verde, percorsi e aree di sosta, pensata come elemento di relazione tra il nuovo edificio e il contesto urbano circostante. Questa soluzione non risponde esclusivamente a esigenze funzionali, ma contribuisce a costruire una graduale transizione tra lo spazio pubblico e l’edificio scolastico, attenuandone la percezione volumetrica e favorendone l’integrazione nel tessuto urbano esistente. L’impianto planimetrico della nuova Scuola dell’Infanzia Don Minzoni è stato sviluppato a partire da un principio fondamentale: fare in modo che la configurazione spaziale dell’edificio fosse la naturale espressione del modello educativo che la scuola è chiamata a rappresentare. La distribuzione degli ambienti non risponde quindi esclusivamente a criteri funzionali, ma traduce in forma architettonica un’organizzazione capace di favorire orientamento, inclusione, autonomia e relazione, restituendo spazi facilmente leggibili sia dai bambini sia dal personale scolastico”.

Anche la configurazione architettonica contribuisce in modo determinante al processo di integrazione con il contesto urbano. La scelta di articolare l’edificio attraverso una composizione di volumi distinti, chiaramente riconoscibili dall’esterno e corrispondenti alle quattro sezioni didattiche, consente di frammentare la percezione complessiva dell’organismo edilizio, rapportandone la scala alla dimensione del tessuto circostante.

In questa prospettiva, l’edificio si sviluppa interamente su un unico livello, una scelta che elimina qualsiasi barriera distributiva, semplifica i percorsi e garantisce una continuità spaziale particolarmente adatta a un’utenza in età prescolare. Tale configurazione favorisce inoltre una relazione diretta con gli spazi esterni, consentendo a ciascun ambiente didattico di mantenere un rapporto immediato con il giardino e con le aree dedicate alle attività all’aperto.

“Coerentemente con questi principi, l’organizzazione planimetrica è stata articolata attraverso una composizione modulare chiaramente riconoscibile – proseguono i progettisti – Le quattro sezioni didattiche, ciascuna progettata per accogliere trenta bambini, costituiscono gli elementi principali dell’organismo edilizio e sono state concepite come moduli equivalenti sotto il profilo dimensionale, funzionale e qualitativo. Questa scelta permette di garantire a ogni aula le medesime condizioni di comfort ambientale, illuminazione naturale, orientamento e fruibilità, evitando gerarchie tra gli spazi destinati alle attività educative e assicurando a tutti gli utenti ambienti caratterizzati dalla stessa qualità architettonica. Ne deriva un sistema spaziale equilibrato, nel quale gli ambienti destinati alle attività educative assumono pari valore all’interno dell’organizzazione complessiva della scuola”.

I moduli sono aggregati a coppie e disposti lungo i lati nord-est e sud-ovest dell’edificio, lasciando spazio alla definizione di un asse centrale che assume il ruolo di elemento ordinatore dell’intero organismo architettonico. Tale spazio non si configura come un semplice ambito distributivo, ma come il centro della vita scolastica: un ambiente ampio, luminoso e flessibile destinato all’accoglienza, al gioco, alle attività collettive e ai momenti di incontro. La sua posizione baricentrica permette di mettere in relazione le diverse sezioni e di favorire una dimensione condivisa della quotidianità scolastica, trasformando il percorso interno in un’esperienza spaziale capace di sostenere socializzazione e relazione.

 

Attorno a questo nucleo centrale si organizzano in modo chiaro e intuitivo tutti gli altri ambienti funzionali. Gli spazi dedicati al personale docente, gli uffici amministrativi, i servizi igienici, i locali tecnici e gli ambienti accessori sono distribuiti in modo strategico per garantire efficienza gestionale e autonomia operativa, mantenendo al contempo una relazione equilibrata con gli spazi dedicati alla didattica e alla vita collettiva dell’edificio. Analogo principio ha guidato la progettazione del blocco mensa, disposto a “L” e orientato verso l’esterno, con un’ampia vetrata che mette in relazione diretta gli spazi interni con il contesto circostante. La definizione di questo ambiente, così come dell’intero assetto distributivo della scuola, è il risultato di un processo progettuale integrato nel quale ogni componente dell’edificio è stata valutata in relazione alle altre, con l’obiettivo di costruire un organismo architettonico coerente sotto il profilo spaziale, funzionale e prestazionale. A rafforzare questa relazione contribuisce la scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive, in particolare l’impiego del legno, elemento caratterizzante sia dal punto di vista costruttivo sia percettivo, la cui matericità naturale, integrata con le ampie aperture vetrate e con l’articolazione degli elementi architettonici, costruisce un’identità contemporanea in cui innovazione, sostenibilità e qualità dello spazio scolastico si integrano con il carattere pubblico dell’edificio.

Così Euro Project Engineering Consulting Srl descrive le scelte in questo senso “La scuola è un edificio nZEB (near Zero Energy Building), progettato per ridurre drasticamente l’impatto ambientale e garantire elevato comfort interno. Dal punto di vista strutturale, l’edificio è caratterizzato da un sistema costruttivo misto, composto da una fondazione a platea in cemento armato e da un’elevazione realizzata prevalentemente mediante pannelli portanti in legno X-Lam. La scelta di utilizzare il legno strutturale come elemento principale dell’organismo edilizio deriva dalle elevate prestazioni che questo materiale è in grado di garantire sotto diversi profili: leggerezza strutturale, rapidità di assemblaggio, comportamento termoigrometrico favorevole e riduzione dell’impronta ambientale complessiva dell’intervento.

I pannelli X-Lam, costituiti da strati di tavole di legno disposti con fibre incrociate, assicurano elevati livelli di stabilità dimensionale, resistenza meccanica e rigidezza, permettendo di realizzare pareti portanti capaci di collaborare efficacemente con gli altri elementi strutturali nel trasferimento delle azioni verticali e orizzontali. La continuità dei collegamenti tra fondazioni, pareti e copertura consente inoltre di ottenere un comportamento scatolare dell’edificio, particolarmente efficace anche nei confronti delle azioni sismiche.

La scelta del legno assume inoltre un valore significativo sotto il profilo ambientale. Oltre a essere un materiale rinnovabile, il legno svolge una funzione di accumulo della CO₂ durante il ciclo di vita dell’edificio, contribuendo alla riduzione dell’impatto carbonico della costruzione. Nel progetto della Scuola Don Minzoni questa caratteristica viene valorizzata non solo negli elementi strutturali principali, ma anche attraverso il suo impiego nei serramenti e in alcune finiture interne, contribuendo alla definizione di ambienti più caldi, accoglienti e caratterizzati da una maggiore qualità percettiva.

In coerenza con questa impostazione, il sistema di copertura è stato sviluppato attraverso una soluzione integrata in legno e acciaio, nella quale travi in legno lamellare e profili metallici collaborano per garantire leggerezza strutturale, efficienza statica e continuità con la logica costruttiva dell’edificio. Gli elementi di irrigidimento realizzati mediante pannelli OSB completano il sistema, assicurando adeguate prestazioni e un’integrazione coerente tra struttura e linguaggio architettonico.

All’interno di questa strategia assumono un ruolo rilevante anche i sistemi di facciata e i serramenti in legno-alluminio, che permettono di mantenere un rapporto diretto tra gli ambienti interni e il contesto esterno assicurando al contempo elevate prestazioni termoacustiche. La combinazione tra le qualità termiche del legno e la resistenza dell’alluminio consente di ottenere un involucro efficiente, durevole e coerente con gli obiettivi di sostenibilità del progetto”.

Proprio per questo, la scelta del sistema uni_therm di Uniform per la realizzazione della facciata continua in legno è stata determinata dalla volontà di adottare una soluzione tecnologica capace di rispondere in modo integrato agli obiettivi architettonici, costruttivi ed energetici che hanno caratterizzato l’intero intervento. In un edificio nZEB, l’involucro edilizio assume un ruolo centrale nel garantire il controllo delle prestazioni energetiche e ambientali della costruzione; per questo motivo è stato scelto un sistema in grado di coniugare isolamento termoacustico, qualità materica e coerenza con il linguaggio architettonico della scuola.

In questo quadro, il sistema uni_therm di Uniform, costituito da elementi in legno lamellare di pino, è stato impiegato come componente principale della facciata continua, integrandosi con i serramenti in legno-alluminio e con le ampie superfici vetrate che caratterizzano il progetto. L’utilizzo del legno lamellare ha permesso di associare le prestazioni tecniche proprie di un materiale ingegnerizzato alla qualità percettiva e ambientale del legno naturale, contribuendo a definire un involucro efficiente e coerente con la scelta progettuale di utilizzare materiali capaci di creare una relazione diretta tra edificio e ambiente. La presenza del legno nella facciata e negli spazi interni rafforza infatti la percezione di un ambiente caldo e accogliente, particolarmente adatto alla funzione educativa della scuola, migliorando al contempo il comportamento termoigrometrico complessivo dell’edificio.

 

Si riconosce inoltre che dal punto di vista tecnico, il sistema ha consentito di raggiungere un efficace equilibrio tra trasparenza e prestazioni dell’involucro, aspetto particolarmente rilevante in un edificio scolastico nel quale la relazione visiva con l’ambiente esterno costituisce un elemento qualificante del progetto. Le ampie superfici vetrate favoriscono infatti l’ingresso della luce naturale e mantengono un rapporto diretto con il giardino e gli spazi aperti, mentre l’integrazione con un sistema di facciata ad alte prestazioni garantisce adeguati livelli di isolamento termico e acustico, limitando le dispersioni energetiche e contribuendo al raggiungimento degli standard richiesti per un edificio nZEB.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la capacità del sistema Uniform di integrarsi con la struttura portante in pannelli X-Lam e con gli altri componenti che definiscono l’involucro edilizio. Questa continuità tra struttura, facciata e serramenti è stata resa possibile attraverso un processo di progettazione coordinata sviluppato mediante metodologia BIM, che ha consentito di verificare preventivamente le relazioni tra i diversi elementi costruttivi, controllandone ingombri, connessioni e modalità di assemblaggio. Tale approccio ha garantito maggiore precisione nella fase esecutiva, riducendo le interferenze in cantiere e favorendo una posa in opera più efficiente, controllata e coerente con le prestazioni attese dal sistema.

Dal punto di vista realizzativo, l’impiego del sistema uni_therm di Uniform ha consentito di definire un involucro caratterizzato da elevata precisione costruttiva, grazie alla razionalità del sistema a montanti e traversi in legno lamellare e alla possibilità di integrare in modo coordinato la struttura lignea, i serramenti e le superfici vetrate. Tale integrazione ha richiesto una particolare attenzione nella gestione dei dettagli costruttivi, soprattutto nei punti di connessione tra facciata continua, struttura portante in X-Lam ed elementi trasparenti, così da garantire continuità delle prestazioni energetiche, corretta tenuta dell’involucro e durabilità nel tempo.

La definizione accurata di questi aspetti ha permesso al sistema uni_therm di Uniform di inserirsi coerentemente nella logica costruttiva complessiva, rispondendo agli obiettivi prestazionali richiesti da un edificio ad alta efficienza energetica. La soluzione adottata ha infatti consentito di coniugare le esigenze di isolamento termoacustico e controllo ambientale con quelle più propriamente architettoniche, valorizzando il ruolo del legno non solo come componente tecnologico, ma anche come elemento capace di caratterizzare la percezione degli spazi e rafforzare il rapporto tra ambiente interno e contesto naturale.

L’esito finale conferma quindi la coerenza della scelta progettuale, restituendo una facciata continua in grado di garantire comfort agli utenti, favorire l’ingresso della luce naturale e contribuire al raggiungimento delle prestazioni energetiche previste per un edificio nZEB.

L’integrazione tra materiali naturali, tecnologia costruttiva e progettazione coordinata ha permesso così di realizzare un involucro efficiente e durevole, nel quale la componente tecnica e quella architettonica concorrono alla definizione di uno spazio scolastico contemporaneo, sostenibile e orientato al benessere della comunità scolastica.

L’intero progetto è stato condotto con un approccio parametrico, facendo ampio ricorso al Building Information Modeling (BIM). Un unico modello 3D ha integrato architettura, struttura e impianti, garantendo controllo simultaneo e aggiornabile dalla fase ideativa al cantiere.

Il design generativo, supportato da algoritmi intelligenti, ha consentito di esplorare rapidamente alternative, ottimizzare layout interni, simulare scenari, migliorare il livello di dettaglio e ridurre tempi e costi. “La metodologia BIM, applicata sin dalle prime fasi della progettazione, ha rappresentato uno strumento fondamentale per sviluppare un processo integrato tra architettura, struttura e impianti, consentendo un controllo coordinato delle diverse componenti dell’edificio e una verifica puntuale delle soluzioni adottate. Tale approccio ha permesso di coniugare qualità spaziale, prestazioni energetiche e fattibilità costruttiva, definendo un organismo edilizio nel quale la sostenibilità è il risultato di una visione complessiva e non della semplice applicazione di singole tecnologie. La nuova Scuola dell’Infanzia Don Minzoni restituisce così un modello di edificio nZEB in cui efficienza energetica, qualità ambientale e attenzione alle risorse si integrano all’interno di un unico sistema progettuale. Un risultato coerente con gli obiettivi del finanziamento PNRR destinato alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, dove innovazione tecnologica e qualità architettonica concorrono alla realizzazione di un ambiente educativo confortevole, salubre e a basso impatto ambientale”.

Scheda progetto
Nome progetto: Scuola dell’Infanzia “Don Minzoni”

Progetto: Euro Project Engineering Consulting srl

Località: Rezzato (BS)

Committente: Comune di Rezzato, Finanziamento Unione europea – Nextgeneration EU – PNRR M4 C1 3.3

Sistemi per serramenti e facciate uniform: uni_therm in legno-alluminio

Serramentista: Tarletti Falegnameria di GianLuigi e Massimo Tarletti S.N.C.

Architettura: arch. Gabriele Zabelli (capo progetto)

Direzione Lavori: ing. Antonio Bramante

Imprese: Lucchini Costruzioni srl, Foresti Distribuzione laterizi srl

Foto: Gabriele Zabelli

 

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